Le 2 alternative a Whatsapp [che rispettano tua la privacy]

Se non volete leggere l’articolo, eccovi il podcast da ascoltare:

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Se hai già compreso i “perché” e sei già convinto di abbandonare Whatsapp e cerchi solo un’alternativa: clicca qui per scrollare giù alle alternative e saltare il preambolo 😉

Perché abbandonare definitivamente Whatsapp

Facebook (proprietaria di Whatsapp) ha una moltitudine di processi alle spalle che la vede accusata di danni alla privacy ai propri utilizzatori. Queste non sono ilazioni ma dati di fatto, ti basta fare una piccola ricerca su un qualsiasi motore di ricerca (che non si Google!!! ?).

Bisogna credere ancora in babbo Natale per pensare che compagnie come Facebook, Google o Apple e tanti altri colossi non spiino le tua persona e le tue abitudini, non registrino audio, video, posizione GPS, testi e qualsivoglia altro input anche quando non “gli dai il permesso”.

Visto che il software è software e l’hardware è hardware, il fatto che uno comandi l’altro è solo una questione di volontà della società che scrive il software. Per esempio, chi ti dice che realmente, al momento che schiacci il pulsante OFF del tuo Android su “location information” i tuoi dati GPS non vengano comunque registrati a prescindere dal tuo OFF e mandati sul momento alla casa madre del software?

O anche in un secondo momento non appena lo riattivi… insomma, non c’è nessun controllo da parte dell’utente, in quanto sta a Google decidere se effettivamente inviare il segnale di reale “OFF” all’antenna GPS del tuo dispositivo oppure no quando tu schiacci il pulsante.

Chiaramente ciò renderebbe completamente vano il vostro libero arbitrio di non avere la vostra posizione registrata. Quindi è una cosa seria…

Realtà o finzione???

Di nuovo… purtroppo non sono ilazioni, infatti dal 2007 Google effettivamente registra precisamente la vostra posizione ad ogni istante, a prescindere se la SIM è inserita o meno e se il pulsante del GPS è OFF o ON , come dimostrato dallo studio di Quartz.

La scelta

Siete veramente sicuri che con Whatsapp, con alle spalle Facebook, questo non succeda? Che i dati reali vengano criptati? Che audio e video non vengano registrati anche quando non state registrando?
Il discorso è lungo e complesso, ma una cosa è certa… una volta che la tecnologia è nelle tue mani e il dispositivo LO PUO’ FARE, ci si mette un attimo a farglielo fare, è solo una questione di volontà e trasparenza (della casa madre) e di leggi vigenti.

Qui e adesso puoi fare la tua scelta, come spesso accade nella vita le opzioni sono a) o b):
a) se pensi che la privacy è importante e un pilone portante della nostra società, e Whatsapp non è certamente un mezzo che la rispetta, passa ad un alternativa ora (scrolla giù qui saltando la b).

b) invece, se ti stai rifugiando dietro la frase “io non ho nulla da nascondere” spero che questa citazione ti faccia riflettere:

“Sostenere che non ti interessa il diritto alla privacy perché non hai nulla da nascondere, non è diverso dal dire che non ti interessa la libertà di parola perché non hai nulla da dire.”
Edward Snowden

Non ci sei arrivato?

Ok, qualche frase in più ti aiuterà a capire cosa Edward intendesse.

Si dice spesso che la privacy va “nascosta”, ma in realtà bisogna proteggerla non nasconderla!
Da chi?
Per l’appunto da compagnie e governi senza scrupoli, dal quadro legale, da organizzazioni mondiali e anche locali, da provider di internet oppure di tecnologia.

La privacy rappresenta ciò che sei, quello in cui credi, quello a cui aspiri. È come un piccolo spazio privato, che ti permette di condividere, se vuoi, con chi vuoi e alle tue condizioni, chi sei veramente.

Non solo, è anche il fondamento della creatività e delle idee fuori dal comune.

Che sia un diritto è chiaro, ma oggi giorno è purtroppo diventato anche un DOVERE: nel senso che bisogna combattere per essa perché ogni anno che passa ne stiamo perdendo un po’ senza realmente accorgercene, un po’ come nella storia della rana che bolle (di Noam Chomsky).

Non ti ho ancora convinto?

Ok, se poche parole non lo fanno, allora guardati questo documentario intitolato “Nothing to Hide” (2017, durata di circa 2h, in inglese). Capirai molto di più perché il “non ho niente da nascondere” è una scusa deleteria e molto pericolosa.

Le alternative a Whatsapp

Ma veniamo alle alternative di Whatsapp.

Un’immagine vale mille parole, eccovela (11 Gennaio 2021):

Legenda:
Rosso = Molto preoccupante e severo
Giallo = Allarmante
Verde = Tutto ok
Bianco = Non si trovano info

Alla luce del grande lavoro che l’autore ha fatto con la tabella di comparativa qui sopra, ti consigliamo di optare per:
Threema o
Wire.

Sebbene l’autore consigli anche Signal, e sicuramente vale la pena menzionarlo perché più curante della privacy di Whatsapp, noi lo sconsigliamo!
Questo per evitare di finire nella rete di sorveglianza dei 5 occhi in quanto la compagnia, l’archiviazione dei dati e la giurisdizione è USA.

Sono a pagamento?

Threema lo è ma al prezzo di un panino e bibita, per un utilizzo annuale. Wire è free, ma vi consigliamo il piano pro.

Pagare in denaro piuttosto che con i tuoi dati e la tua persona è sempre meglio.

Se volete sapere di più sui criteri (colonna in grigio), leggeteveli direttamente dal sito dell’autore della tabella comparati. Ache il sito e il lavoro che ha fatto in questi ultimi 5 anni è notevole!

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